ottobre 2026

Electro Beat: la tua rassegna mensile di notizie sui veicoli elettrici (settembre 2026)

Due polpi rosa in stile cartoon con le cuffie conducono "ELECTRO BEAT" seduti a una scrivania con microfoni e una bevanda, davanti a uno sfondo raffigurante una mappa del mondo.

Benvenuto all'edizione di settembre 2026 di Electro Beat, la rassegna rapida per restare sempre al passo con tutte le novità dell'elettrico! Questo mese la tecnologia EV taglia nuovi straordinari traguardi: da un'Audi e-tron che segna un nuovo record percorrendo 1.338 km con un'unica carica alle nuove city car intelligenti pensate per le strade urbane. Senza dimenticare i significativi progressi nel campo delle flotte, per esempio le 40.000 unità di veicoli elettrici della flotta Deutsche Post, la ricarica HGV su scala megawatt e come i veicoli elettrici usati siano ormai diventati mainstream.

Diamo un'occhiata più da vicino…

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La prova che gli EV sono pensati per il lungo raggio: un'Audi tocca i 1.338 km con un'unica carica

Miko Marczyk, campione europeo di rally, si è da poco aggiudicato un Guinness World Record davvero impressionante guidando una Audi A6 Sportback e-tron performance per l'incredibile distanza di 1.338 chilometri (circa 831 miglia) con un'unica carica della batteria.

Per contestualizzare quest'impresa, basti pensare che equivale approssimativamente alla distanza tra Londra e Marsiglia senza un'unica sosta per la ricarica.

Com'è stato il viaggio?

L'aspetto che rende questo record particolarmente impressionante non è soltanto la distanza, ma le condizioni nelle quali è stato ottenuto. I tentativi di iperpercorrenza in genere si svolgono a temperatura controllata su piste di collaudo dal manto stradale curato. Marczyk, al contrario, ha guidato su strade pubbliche.

Partito l'11 settembre, ha seguito un percorso che l'ha portato dalla Vistola a Cracovia fino a Hel sulla costa del Mar Baltico e ritorno. Nel corso delle 45 ore di viaggio si è misurato con le condizioni stradali di tutti i giorni, la congestione del traffico urbano e le fresche temperature del primo mattino, con minime scese fino a 7 °C.

Un uomo e una donna si trovano presso una stazione di servizio. L'uomo regge un cartello con i dettagli del record. La donna indossa un completo blu e tiene in mano una targa del Guinness dei primati.

Senza dimenticare che il veicolo in sé non era esattamente quel che si dice un prototipo leggero. Si trattava infatti di un EV executive standard da 367 hp con un pacco batteria da 94,9 kWh utili. Un'auto che si può tranquillamente acquistare oggi stesso nel salone di una concessionaria.

Cosa ha reso possibile il record?

L'Audi A6 Sportback e-tron performance vanta una classificazione WLTP ufficiale di 777 km (482 miglia). Marczyk è riuscito a limare quasi il 72% da quella cifra di riferimento, concludendo l'impresa con un consumo medio di soli 7,09 kWh per 100 km (circa 8,8 miglia a kWh).

Toccare un tale livello di gestione parsimoniosa dei consumi è stato possibile grazie al mix tra progettazione all'avanguardia del veicolo e alcune abitudini di guida adottate consapevolmente:

  • Dominanza aerodinamica: il coefficiente di resistenza (${C}_{d}$) pari a solo 0,21 fa dell'A6 Sportback e-tron il veicolo di serie più aerodinamico mai realizzato dall'Audi. Considerato che la resistenza al vento conta per circa il 40% del consumo energetico a velocità più sostenute, il grosso del lavoro lo fa il design slanciato.

  • Recupero di energia massimizzato: i sistemi di propulsione degli EV moderni gestiscono fino al 95% della decelerazione tramite la frenata rigenerativa. Il rallentamento graduale e progressivo ha permesso di reindirizzare continuamente la potenza alla batteria.

  • Guida predittiva: tenere gli pneumatici alla pressione ottimale e leggere in anticipo le condizioni del traffico per evitare brusche accelerazioni hanno ridotto al minimo la resistenza al rotolamento e lo spreco di energia cinetica.

Una lezione magistrale sul futuro della tecnologia EV

Nel mondo reale è poco probabile trascorrere due giorni interi al volante a velocità iper-parsimoniose per giungere a destinazione. Questo record, tuttavia, serve a provare le incredibili potenzialità che riserva il futuro tecnologia EV.

Pone l'accento sulla rapidità dei progressi nei campi della tecnologia delle batterie, della gestione termica e dell'aerodinamica. L'evoluzione delle piattaforme di veicoli continua a essere accompagnata dal balzo in avanti dell'efficienza energetica, cosa che regala uno scorcio entusiasmante sulla futura realtà della mobilità elettrica di nuova generazione!

Gli EV compatti che lasciano il segno

Non tutti i veicoli elettrici devono necessariamente essere giganteschi. Ti presentiamo due auto elettriche dal formato ridotto che rendono un po' più divertente la guida in città.

Due nuove city car elettriche riportano nel mercato EV le dimensioni compatte, uno stile eccentrico e un po' di sano divertimento. La nuova Pixo della Nissan e la Super-N dell'Honda sono concepite per la guida in città con un'autonomia sufficiente per gli spostamenti quotidiani e gli interni che sfruttano in modo sorprendente il minuscolo formato.

E, aspetto forse ancor più importante, nessuna delle due si prende troppo sul serio.

Ecco a te la Nissan Pixo

Secondo le previsioni la nuova Nissan Pixo sbarcherà nel Regno a inizio 2027. Si tratta di una supermini di forma cubica dal look decisamente retro-futuristico: immagina luci in stile pixel, cerchi in lega con stravaganti motivi quadrati e quello che Nissan ha ribattezzato un "volto robotico".

Un'elegante auto elettrica viola è parcheggiata su uno sfondo geometrico grigio a motivi a blocchi.

Lo stile sbarazzino cela una batteria da 27,5 kWh che si traduce in un'autonomia massima di 161 miglia. Senza dimenticare la ricarica rapida CC da 50 kW che in circa 28 minuti porta lo stato di carica dal 15 all'80%.

Sarà anche piccola, ma la Nissan non ha scordato la praticità. I sedili posteriori scorrevoli e reclinabili aiutano a liberare fino a 356 litri di spazio nel bagagliaio, mentre grazie al raggio di sterzata di 9,9 metri districarsi tra le strette strade di città e infilarsi nei parcheggi più angusti è un gioco da ragazzi.

La Nissan non ha ancora confermato il listino prezzi per il Regno Unito, ma tra i nuovi veicoli elettrici in arrivo la Pixo dovrebbe essere uno dei più accessibili.

Batteria minuscola, buona autonomia: la batteria da 27,5 kWh della Pixo è significativamente più piccola di quelle presenti in molti veicoli elettrici nuovi ma l'autonomia dichiarata di 161 miglia dimostra come un'auto leggera e compatta non debba essere obbligatoriamente equipaggiata con una batteria enorme per i tragitti di tutti i giorni.

Entra in gioco la Super-N dell'Honda

La Pixo non è l'unica auto elettrica compatta al centro dell'attenzione. La Super-N dell'Honda ha già debuttato all'insegna di un paradigma analogo: dimensioni compatte, stile di ispirazione retrò e attenzione puntata sul rendere la guida in città un'esperienza divertente.

Un'auto viola, compatta e futuristica, con la griglia anteriore nera, esposta in un ambiente scarsamente illuminato.

Con un prezzo base che si aggira sulle 19.000 sterline, la Super-N è dotata di batteria da 29,6 kWh e garantisce circa 120 miglia di autonomia in condizioni reali. L'ingombro ridotto semplifica le manovre e il parcheggio; allo stesso tempo, tuttavia, l'Honda ha dotato gli interni di alcuni accorgimenti davvero intelligenti.

I sedili "Magic Seats" posteriori possono ripiegarsi in piano o raddrizzarsi in verticale, offrendo una flessibilità decisamente superiore a quella che ci si aspetterebbe da un'auto così piccola. Esistono persino le modalità Sport e Boost pensate per chi vuole un po' più di intrattenimento nei tragitti di tutti i giorni.

Perché piccolo è bello?

Dietro questi minuscoli EV si cela un'idea più significativa. Da anni ormai le automobili sono sempre più grandi e pesanti ma non tutti i viaggi richiedono un mastodontico SUV e una batteria gigantesca.

Per i conducenti essenzialmente pendolari, per chi fa un salto in città o per chi possiede un'altra auto per i viaggi più lunghi, un EV più piccolo può voler dire:

  • Parcheggi e manovre più semplici

  • Batteria più piccola da ricaricare

  • Minor consumo energetico

  • Minori requisiti di spazio su strade sempre più affollate

  • Prezzo di acquisto potenzialmente più basso

I 40.000 veicoli elettrici di Deutsche Post nel quadro della rivoluzione EV

In occasione della giornata internazionale Green Postal Day, Deutsche Post AG ha annunciato di aver tagliato un traguardo storico: 40.000 veicoli elettrici destinati alla consegna di posta e pacchi nell'intera Germania! Accoppiata a una rete di depositi che può contare su oltre 44.000 punti di ricarica alimentati al 95% da energia rinnovabile, Deutsche Post ora gestisce ufficialmente la flotta elettrica di consegne più grande al mondo in un singolo mercato.

Non è un grande successo solo per la Germania, ma un enorme passo in avanti per il trasporto globale a emissioni zero!

Una fila di furgoni gialli per le consegne di Deutsche Post parcheggiati su un piazzale asfaltato, recanti il ​​logo e l'immagine aziendale.

La giornata internazionale Green Postal Day è stata creata nel 2019 dai CEO degli operatori postali partecipanti al programma IPC Sustainability Measurement and Management System (SMMS). Ha come obiettivo celebrare e sottolineare l'efficacia della collaborazione a livello di intero settore al fine di ridurre le emissioni di CO2!

Grandi flotte, impatto ancor più grande

I fornitori di servizi postali della rete International Post Corporation (IPC) hanno inoltre reso noti i progressi raggiunti nell'ambito della riduzione delle emissioni di CO2 e il quadro complessivo è ancora più incoraggiante:

  • Emissioni in calo del 41%! Le reti postali partecipanti hanno tagliato le emissioni annue totali del 41% rispetto ai livelli del 2008.

  • Questo risultato fa sì che il settore globale sia sulla strada giusta per raggiungere entro il 2030 il target della riduzione del 50% della CO₂.

  • Nella sola Germania, le consegne Deutsche Post sono completamente a emissioni zero in più di 1 zona di consegna su 3.

"Il cambiamento climatico è una sfida fisica, non una politica... La riuscita dell'elettrificazione delle attività di consegna dimostra cosa sia possibile fare già oggi."

- Tobias Meyer, CEO di DHL Group

Cosa riserva il futuro?

La circolazione di furgoni a emissioni zero nelle strade di quartiere è uno sviluppo positivo nella direzione giusta, ma l'elettrificazione non dovrebbe fermarsi alle consegne locali. Il prossimo grande obiettivo è il trasporto merci a lungo raggio!

Deutsche Post sta già bruciando le tappe potendo contare su 50 HGV (veicoli commerciali pesanti) elettrici e 570 veicoli bio-CNG (gas naturale compresso di origine biologica) in circolazione su strade ad alto traffico. A settembre l'IPC ha inoltre rilasciato un utile strumento: il calcolatore dell'impronta di carbonio, che tiene traccia delle emissioni di milioni di singole consegne. Con l'aiuto di questo calcolatore gli acquirenti ed esercenti di e-commerce ottengono la trasparenza e sostenibilità delle catene di fornitura che si meritano! Sono stati già raccolti dati per oltre 95 milioni di spedizioni di pacchi.

Un'università USA mette a frutto il suo parcheggio

Le aree di parcheggio in genere non sono luoghi particolarmente attraenti. Ma all'University of Washington di Seattle una è oggetto di un upgrade particolarmente riuscito: una pensilina solare che genera elettricità rinnovabile preservando al tempo stesso l'uso dei posti di parcheggio sottostanti.

L'università ha installato una pensilina solare da 86,4 kW su parte della propria area di parcheggio E18, con tanto di 20 spazi di ricarica EV al di sotto. Attualmente l'energia solare è immessa nella rete elettrica dell'ateneo, mentre i punti di ricarica consentono a studenti, personale e visitatori di ricaricare i propri veicoli.

Parcheggio con pensiline dotate di pannelli solari che coprono diverse auto in sosta in una giornata di sole.

Parcheggio + solare + ricarica EV

Il colpo di genio è che l'università non ha dovuto sacrificare preziose aree parcheggio per far posto all'impianto solare. I pannelli si trovano sopra i posti auto esistenti, offrendo riparo alle vetture e trasformando al contempo in una fonte di energia rinnovabile lo spazio sovrastante altrimenti inutilizzato.

Ed è solo l'inizio.

L'attuale pensilina è un progetto pilota, ma l'University of Washington sta valutando la possibilità di estendere l'uso di pensiline solari all'intera area E18 oltre che alla vicina E01. Se realizzato interamente, l'impianto combinato potrebbe generare fino a 8 MW di energia vale a dire una quantità sufficiente a coprire circa il 5% del fabbisogno elettrico complessivo dell'ateneo.

Un uso più ingegnoso delle aree parcheggio: il progetto è un esempio elegante di come l'infrastruttura esistente possa assolvere più di un compito. Anziché scegliere tra parcheggio, generazione di energia solare e ricarica EV, una pensilina solare può coniugare nello stesso spazio tutte e tre le funzioni.

Per ora i 20 spazi di ricarica sono già pienamente operativi. Se il progetto più ambizioso otterrà luce verde, un'area parcheggio conosciuta soprattutto per le auto, e le feste prima delle partite di football, potrebbe diventare una fonte significativa di elettricità rinnovabile anche per il campus.

Le sessioni organizzate dalla BMW nelle scuole primarie sono fonte di ispirazione per la nuova generazione di ingegneri EV

La casa automobilistica BMW ha appena lanciato nel Regno Unito l'iniziativa didattica Apprentice 2036, che si propone di far conoscere ai bambini già dalla tenera età di cinque anni il mondo dell'ingegneria dei veicoli elettrici e della tecnologia green.

Il progetto è incentrato su The Spark Lab, un laboratorio nel quale gli alunni di cinque e sei anni delle scuole primarie potranno toccare con mano l'ingegneria EV.

Cosa succede nel The Spark Lab?

The Spark Lab permette ai bambini di conoscere nella pratica il funzionamento della mobilità pulita. Facendo leva su attività di costruzione interattiva, concetti di base dell'elettricità e "problem solving" in gruppo, i più piccoli iniziano a sperimentare come la potenza si sposta dall'accumulo di energia al movimento.

L'obiettivo è decifrare l'enigma che avvolge l'ingegneria e mostrare ai giovani allievi che le materie STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) possono essere creative, accessibili e divertenti.

Due bambini in divisa blu scuro esaminano lo pneumatico di un'auto tenendo in mano delle cartelline portablocco, all'interno di un'officina.

Perché questo progetto è così importante?

L'iniziativa affonda le radici in alcune ricerche illuminanti. Un sondaggio condotto dalla BMW su 2.500 genitori del Regno Unito ha svelato che il 58% dei genitori comincia a riflettere sul futuro professionale dei figli mentre questi ancora frequentano la scuola primaria (dai 4 agli 11 anni di età). In effetti le età da quattro a sei anni sono quelle citate con maggiore frequenza dai genitori.

Questi dati vanno confrontati con quelli delle generazioni precedenti, in cui la metà dei genitori iniziava a discutere coi figli del loro futuro professionale soltanto tra i 15 e 18 anni.

  • Il 76% dei genitori ritiene che gli alunni delle primarie dovrebbero avere più opportunità di visitare luoghi di lavoro e far pratica con la scienza e l'ingegneria applicate.

  • Il 78% dei genitori si aspetta che l'intelligenza artificiale e la tecnologia muteranno radicalmente il panorama delle professioni disponibili quando i loro figli entreranno nel mercato del lavoro.

Per un settore in così rapida trasformazione come quello dei trasporti puliti, colmare il divario di competenze è una partita a lungo termine. I bambini che iniziano oggi la scuola primaria entreranno nel mercato del lavoro intorno al 2036, un anno cruciale in cui i trasporti a emissioni zero saranno il livello di riferimento standard nell'intero pianeta.

Stimolandone la curiosità fin dalla giovane età, iniziative come questa aiutano a far chiarezza sulla tecnologia, incoraggiare sia le femminucce che i maschietti a esplorare l'ingegneria e far sì che le nuove generazioni crescano guardando alla mobilità elettrica non come a una novità ma come alla normalità.

Renault España investirà 600 milioni di euro nella produzione di veicoli elettrici

Tre auto Renault rosse che procedono in formazione sfalsata su una strada tortuosa, in un paesaggio collinare e brullo.

Renault ha annunciato un investimento di 600 milioni di euro in Spagna da ora e fino al 2030. Con fondi pubblici nazionali e regionali abbinati all'investimento della stessa Renault, questo massiccio impegno mira alla trasformazione industriale, non soltanto per quanto riguarda i veicoli ma la stessa struttura manifatturiera.

L'obiettivo principale è la mobilità sostenibile, come dimostra il fatto che ogni 5 nuovi modelli 2 sono completamente elettrici, una prima assoluta per Renault Spain. La produzione dei modelli EV avverrà presso lo stabilimento di Palencia con l'uso di una piattaforma EV nativa con architettura da 800 volt e autonomia WLTP di 750 km, con estensori di autonomia fino a 1.400 km. In parole semplici, ciò si traduce in un chilometraggio più alto tra le ricariche oltre che in tempi di ricarica più rapidi.

La Renault ha motivato questa decisione strategica sulla base di 3 fattori principali:

  1. Competitività nel mercato

  2. Impegno a lungo termine nei confronti della Spagna

  3. Creazione di oltre 6.000 posti di lavoro nel settore della mobilità automobilistica spagnola.

La storia del percorso elettrico della Renault in Spagna

L'era Twizy 2011-2019Il primo veicolo elettrico di Renault Spain sorprendentemente non è stato un EV tradizionale. Era infatti la Renault Twizy, un quadriciclo elettrico a 2 posti in cui il tradizionale stile Renault assumeva le sembianze di un mini-veicolo. Pur non registrando grandi volumi di vendita, rappresentò gli esordi di Renault Spain nel mondo delle batterie per auto elettriche.

Un piccolo veicolo elettrico biposto dal design futuristico, parcheggiato su una strada acciottolata in un contesto urbano, con edifici sullo sfondo.

La strategia ibrida 2019-2025Ribattezzata "Renaulution", questa strategia puntava alla transizione del produttore alla mobilità elettrica, da semplici modelli ad hoc a linee complete di modelli EV. Ecco alcune date chiave:

  • 2019: l'inizio della catena di montaggio di batterie EV

  • 2021: piano industriale volto a creare 5 nuovi modelli ibridi

  • 2023: dal sito di Valladolid esce il centomillesimo esemplare di pacco batterie

La transizione totale agli EV600 milioni investiti nel piano strategico futuREady con l'obiettivo di un complesso di 36 nuovi modelli, 22 per la sola Europa, 16 dei quali saranno completamente elettrici. L'augurio è che questa struttura e design diventino il punto di riferimento per l'espansione della produzione locale di batterie.

Ecco tutto quel che devi sapere su Electroverse se hai intenzione di ricaricare in Spagna.

I veicoli elettrici usati sono il futuro dei trasporti?

Gli EV usati stanno rapidamente diventando la scelta preferita di conducenti e operatori commerciali! Sono convenienti, sempre più accessibili e assicurano costi di gestione più contenuti abbinati a zero emissioni allo scarico.

Il mercato riflette questa preferenza: Octopus Electric Vehicles (OEV) sostiene che la domanda di EV usati balza del 150% ogni anno! Senza contare che Car360 ed EV Experts hanno reso noto che i tempi medi necessari per l'acquisto, la preparazione e la vendita di un EV usato sono calati da 57 giorni a meno di 30.

Cosa sta cambiando?

  • Conoscenze dei concessionari: rivenditori come Greenhous Group stanno allestendo team dedicati focalizzati sulla tecnologia per fornire indicazioni chiare e accurate su integrità delle batterie e configurazioni di ricarica.

  • Esperienza diretta: aziende come Johnsons Fleet Services incoraggiano i team addetti alle vendite a mettersi alla guida di auto aziendali elettriche, cosa che offre al personale una conoscenza diretta delle attività di ricarica e dell'autonomia in condizioni reali, conoscenza che possono quindi passare ai clienti.

  • Acquirenti consapevoli: i clienti si recano negli showroom avendo già acquisito un insieme di conoscenze su batterie, velocità di ricarica e costi di gestione.

  • Meno restituzioni: i tassi di restituzione presso i rivenditori specializzati sono crollati sotto il 2% e la maggior parte si deve ad aggiustamenti dello stile di vita (per esempio l'esigenza di un bagagliaio più capiente) anziché a rammarico per la transizione all'elettrico.

"Ai nostri inizi non era facile trovare concessionari che nutrissero un sincero entusiasmo per i veicoli elettrici. Il quadro è cambiato al punto da essere irriconoscibile. I migliori tra loro non cercano di convincere i clienti a passare all'elettrico: li aiutano a scegliere l'auto giusta e a semplificare la transizione."

- Gurjeet Grewal, CEO di Octopus Electric Vehicles

Non soltanto autovetture!

Le aste di furgoni commerciali elettrici, un tempo dominio incontrastato di una manciata di acquirenti specializzati, attraggono ora una platea molto più ampia di operatori e gestori di flotte! Inoltre, nel corso degli ultimi tre anni, questi veicoli si sono rivalutati solo dello -0,7%, a dimostrazione della stabilità del mercato.

I veicoli elettrici usati stanno prendendo il sopravvento! Grazie alle moderne tecnologie delle batterie e a costi di esercizio più contenuti a prezzi accessibili, gli EV usati mettono a disposizione di un pubblico più vasto la guida a emissioni zero!

Ricarica per flotte di ogni forma e dimensione

L'azienda di trasporti Welch è in linea con l'obiettivo del 12% di veicoli elettrici entro gennaio 2027 ma, aspetto ancor più rilevante, è la sede di enormi passi in avanti nell'infrastruttura di ricarica per veicoli commerciali pesanti. Operando nel quadro del progetto eFreight 2030, Welch è diventato il primo operatore a mettere su strada un trattore elettrico nei panni del Renault Trucks E-Tech T di 42 tonnellate.

Cos'è l'eFreight 2030? Si tratta del programma finanziato dal governo del Regno Unito volto a promuovere la mobilità elettrica nell'intero spettro di dimensioni dei veicoli delle flotte. Sinora l'elettrificazione ha raggiunto 26 eHGV con un risparmio di 1380,74 tonnellate di CO2 (come risulta dalle statistiche sul sito web). Il tutto rientra nell'obiettivo di introdurre 88 HGV elettrici e 25 hub su scala megawatt a livello nazionale.

In partnership con la tecnologia HyperCharger di Voltempo, Welch ha introdotto nel proprio deposito il primo hub di ricarica su scala megawatt. Con sei postazioni di ricarica e due drive-in per interi autoarticolati, è pensato per le combinazioni complete di trattore e rimorchio ed eroga una potenza fino a 1 MW sull'intero sito!

Una fila di grandi veicoli gialli da cantiere parcheggiati accanto a una stazione di ricarica elettrica, sotto un cielo azzurro e limpido.

"Già dall'inizio avevamo deciso di voler essere in prima linea nel trasporto merci elettrico, ma deve sempre essere una decisione sensata in termini commerciali. Abbiamo investito nei camion, imparato a utilizzarli in scenari reali ed ora a Cambridge e Bedford disponiamo dell'infrastruttura ad alta potenza necessaria a sostenere la prossima fase."

- Chris Welch, amministratore delegato di Welch Group.

"L'abbinamento tra alto utilizzo e accesso a prezzi dell'energia competitivi aiuta ad abbassare i costi della ricarica e rafforza il business case per gli HGV elettrici, oltre a dimostrare come l'investimento realizzato tramite eFreight 2030 stia avendo un impatto che va ben oltre il consorzio di per sé."

- Simon Smith, CEO di Voltempo.

Il lavoro in corso a Cambridge che mira alla ricarica di veicoli più grandi, sulla scala delle flotte, getta le fondamenta per l'implementazione nel Regno Unito. Bisogna tuttavia ricordare che nel caso delle flotte vi sono sempre più parti in movimento da considerare nel quadro della ricarica. Ecco alcune delle caratteristiche di cui Welch sta tenendo conto nella produzione:

  1. Software per la flessibilità dei depositi, basato su turnazione reale e specifiche effettive dei veicoli e confronto con le limitazioni del sito per garantire una ricarica realistica e senza intoppi.

  2. Compatibilità con i piani operativi della flotta di Welch, inclusi i camion da 42 tonnellate, per la ricarica in sede.

  3. E la flotta interna non è tutto! Il sito dispone di capacità extra per consentire la ricarica alle flotte commerciali di terzi.

Questa tecnologia rivoluziona non soltanto l'elettrificazione della flotta dell'azienda di trasporti Welch, ma crea il precedente e la crescita che supportano l'espansione in altri siti del Regno Unito, oltre a poter servire la comunità delle flotte nel suo complesso.

Vuoi saperne di più sulle soluzioni di ricarica per flotte per le flotte di veicoli più piccoli? Dai un'occhiata alla suite di prodotti Octopus Fleet per semplificare l'elettrificazione delle flotte.

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